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  Il nome deriva dall’occitano clafotis, dal verbo “clafir” che significa riempire.
 Il clafoutis si è diffuso nel XIX secolo. Secondo Alain Rey il nome del clafoutis proviene dall’incrocio del verbo  “clavum figere” che significa “conficcare un chiodo” nel senso di riempire, e di un derivato in “eiz” del verbo “foutre“, “mettere, ficcare”.
In realtà questo è un modo elegante di riciclare avanzi. Esistono molte varianti dolci e salate. Un’ulteriore variante è di utilizzare, al posto della farina pane raffermo senza crosta bagnato di latte o succo di frutta. Adesso vi lascio alla mia ricetta e spero che i miei consigli vi siano utili.

Ingredienti:

3-4 fette prosciutto cotto
200 g  di piselli
70 g di feta
15cl pana liquida
20 cl latte
4 uova intere
1 tuorlo d’uovo
60 g maizena
sale
pepe

 Preparazione:

Mettete la feta in un’insalatiera con il tuorlo d’uovo, mescolate dolcemente con la frusta aggiungendo, una alla volta le uova. Incorporate poi la maizena, poco alla volta , la panna liquida e il latte. Salate pepate e tenete in fresco.
Preriscaldate il forno a 180 °C.
Tagliate il prosciutto a cubetti, mescolatelo con i piselli poi suddividete il tutto nelle terrine precedentemente disposte in un recipiente a bordi alti, riempito a mezza altezza d’acqua.
Ripartite la crema al formaggio nelle terrine e infornatele per 20-25 minuti circa.
Buon appetito..!

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